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Dall’espansore alla protesi: intervento di sostituzione e ripresa

17 mag
Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 3 ore fa

Sostituzione dell’espansore: rimozione attraverso la cicatrice precedente e inserimento della protesi mammaria.

Nel secondo tempo il chirurgo rimuove l’espansore temporaneo e inserisce la protesi mammaria. L’intervento dura spesso una-due ore in anestesia generale, con rientro a casa in giornata. La ripresa è in genere meno impegnativa del primo intervento: lavoro sedentario dopo circa due-tre settimane e attività fisica leggera dopo quattro-sei, secondo le indicazioni ricevute.

Stai preparando il cambio dell’espansore? Consulta i corsi sulla ricostruzione e verifica lingue disponibili e istruzioni specifiche per la tua operazione.

Le tre tappe

1. Espansore. Dopo la mastectomia si inserisce un dispositivo temporaneo davanti o sotto il pettorale. Viene riempito gradualmente con soluzione salina attraverso una valvola, creando spazio nei tessuti.

2. Sostituzione. Quando espansione e guarigione lo consentono, si rimuove l’espansore passando di solito dalla stessa cicatrice. Si adatta la tasca e si inserisce la protesi.

3. Assestamento. Nei due-tre mesi successivi il gonfiore diminuisce e il seno assume una forma più stabile. La protesi è destinata a restare a lungo, ma non è garantita per tutta la vita.

Video: dall’espansore alla protesi

L’animazione mostra un percorso in due tempi. Passaggi e tempi del tuo intervento possono essere diversi dall’esempio.

In questo articolo

Perché serve un secondo intervento?

Nel percorso classico l’espansore è temporaneo: crea una tasca e distende la pelle e, in alcune tecniche, il muscolo. Non è la protesi destinata al risultato a lungo termine.

L’espansore può essere più rigido e dare tensione. Il secondo intervento permette di inserire una protesi più morbida e di adattare forma e posizione.

Per dolore, riempimenti e permanenza del dispositivo, leggi espansore: riempimenti e problemi frequenti.

Quando viene sostituito?

Non esiste una data uguale per tutte. In molti programmi il cambio avviene uno-tre mesi dopo l’ultimo riempimento. Il momento dipende da:

  • Espansione completata. Volume previsto raggiunto e tessuti sufficientemente distesi.

  • Guarigione. Pelle e cicatrici devono essere in condizioni adeguate e la tasca abbastanza stabile.

  • Altre cure. Chemioterapia e radioterapia possono modificare il programma. Dopo radioterapia possono servire diversi mesi per la ripresa dei tessuti.

L’ultimo riempimento non significa quindi essere già pronte per il cambio. Chiedi come si inserisce nel tuo piano e nei limiti d’uso del dispositivo.

Quali correzioni si possono associare?

Il cambio può essere anche un’occasione per rifinire il risultato. Il progetto può comprendere:

  • Capsulotomia. Si incide o rimodella la capsula cicatriziale per permettere alla protesi una posizione più adatta.

  • Modifica della tasca. Può essere allargata, ridotta o abbassata per migliorare l’equilibrio tra i lati.

  • Lipofilling. Piccole quantità di grasso proprio possono attenuare bordi e avvallamenti. Il grasso viene prelevato, per esempio, da addome o cosce.

  • Simmetrizzazione. Nella ricostruzione di un solo lato si può ridurre, sollevare o aumentare l’altro seno.

  • Revisione della cicatrice. Si possono correggere alcuni tratti passando lungo la linea precedente.

Non tutte queste procedure servono a ogni persona. Chiedi quali sono previste e come cambiano tempi e ripresa.

Scelta della protesi e protesi-espansore Becker

Il chirurgo considera volume raggiunto, pelle, cicatrici e tue preferenze. Le protesi differiscono per dimensioni, forma e superficie: chiedi nome del modello, motivi della scelta, controlli e rischi specifici.

Potresti sentire parlare del Becker, una protesi-espansore, che unisce gel di silicone e una camera salina riempibile tramite un port. Quando l’espansione è conclusa si rimuovono port e tubo con una piccola procedura e il dispositivo può rimanere. Può evitare il cambio programmato dell’espansore, ma non ogni intervento successivo. Disponibilità e indicazione del modello vanno verificate con il centro.

Come si svolge il cambio

In genere dura una-due ore in anestesia generale ed è meno esteso del primo intervento. I passaggi possono essere:

  • Rimozione dell’espansore attraverso la cicatrice precedente, quando possibile.

  • Adattamento di capsula e tasca per il nuovo dispositivo.

  • Inserimento della protesi e controllo di posizione e forma.

  • Lipofilling o simmetrizzazione se previsti nel progetto.

  • Chiusura della ferita lungo la linea programmata, cercando di limitare nuove cicatrici.

Spesso si torna a casa in giornata. Può essere prevista una notte di ricovero, anche in base alle procedure associate.

Ripresa: le tappe indicative

Molte persone trovano il cambio meno impegnativo del primo intervento. Sono possibili indolenzimento, tensione e pressione. Posizione dell’espansore, lavoro sulla capsula e lipofilling possono modificare il recupero.

Prima settimana: proteggere la guarigione

Puoi avere gonfiore e tensione. Segui le indicazioni per posizione nel sonno, reggiseno e movimenti. Nei primi giorni possono essere indicati limiti bassi sui pesi, per esempio circa due chili, e sulle braccia sopra le spalle. Gli antidolorifici servono spesso tre-cinque giorni. Se hai drenaggi, il team decide quando rimuoverli in base al liquido. Le zone di prelievo del grasso possono essere livide e dolenti.

Seconda e terza settimana: attività quotidiane

Il fastidio tende a ridursi e può essere possibile riprendere faccende leggere e lavoro sedentario. Per guidare servono movimenti sicuri e assenza di farmaci che riducono l’attenzione, con il consenso del team. Può persistere tensione allungando le braccia.

Quarta-sesta settimana: attività fisica graduale

Camminate e attività leggere possono aumentare gradualmente. Pesi e allenamenti intensi del torace vanno evitati per il periodo prescritto, spesso quattro-sei settimane. Posizione e gonfiore del seno continuano ad assestarsi.

Secondo-terzo mese: un risultato più stabile

Il gonfiore si riduce e la protesi si assesta nella tasca. In questa fase è più facile valutare la forma; cicatrici e tessuti possono però continuare a cambiare.

Rischi e complicanze

Anche un intervento più piccolo può causare sanguinamento, infezione, sieroma, problemi della ferita o spostamento della protesi. In seguito può comparire contrattura capsulare. La radioterapia può aumentare i rischi; il chirurgo può discutere anche il tessuto proprio. Chiama per febbre, rossore o gonfiore crescenti e dolore che peggiora.

Domande frequenti

Quanto può restare un espansore?

Di solito alcuni mesi, ma non esiste un limite unico valido per tutti i dispositivi. Il produttore può prevedere una durata massima d’uso. Espansione, guarigione e cure oncologiche influenzano il programma: chiedi modello, limiti previsti e come vengono gestiti eventuali ritardi. È un dispositivo temporaneo.

Quanto dura la ripresa dopo il cambio?

Spesso servono antidolorifici per tre-cinque giorni. Lavoro sedentario e guida possono riprendere intorno a due-tre settimane se le condizioni lo consentono, attività fisica leggera verso quattro-sei. La forma è più stabile dopo due-tre mesi. Le procedure associate possono allungare questi tempi.

Avrò drenaggi?

Non sempre. Possono essere usati per alcuni giorni, soprattutto dopo modifiche della tasca. Il team decide la rimozione in base alla quantità di liquido e al proprio protocollo.

Si può fare anche il lipofilling?

Sì, in alcuni casi attenua bordi o avvallamenti. Aggiunge una sede di prelievo, che può essere gonfia e dolente, e può modificare la ripresa. Chiedi se è previsto nel tuo progetto.

Che cos’è il Becker?

È un dispositivo che può svolgere sia espansione sia funzione di protesi a lungo termine. Dopo i riempimenti si rimuovono port e tubo. Può evitare un cambio programmato ma non esclude revisioni e non è garantito per tutta la vita.

Quanto dolore devo aspettarmi?

Spesso meno che al primo intervento, con tensione e indolenzimento trattati per alcuni giorni. Il dolore varia: se aumenta invece di migliorare, contatta il team.

Quanto passa dall’ultimo riempimento?

Spesso uno-tre mesi, ma guarigione e cure oncologiche possono cambiare il programma. Dopo radioterapia si valuta quando i tessuti sono pronti, nel rispetto delle indicazioni del dispositivo.

Quanto dura l’intervento e serve una notte in ospedale?

Spesso una-due ore e dimissione in giornata. Una notte può essere prevista in base alle correzioni associate, alla salute generale e all’organizzazione del centro.

Domande per il chirurgo

  • Quando prevedete il cambio e da che cosa dipende?

  • Avrò drenaggi e quali saranno i criteri per toglierli?

  • È previsto lipofilling?

  • Si modificheranno capsula, tasca o altro seno?

  • Quali limiti avrò e quando potrò riprendere il mio lavoro?

Scritto dal dott. Mahyar Foumani, chirurgo plastico e ricostruttivo con interesse specialistico nella ricostruzione del seno. Basato sul libro «Breast Reconstruction Explained».

Informazioni per capire e preparare la visita

Questo articolo spiega in parole semplici la ricostruzione del seno. Ti aiuta a conoscere le possibilità e a parlarne con il medico per una decisione condivisa. Non sostituisce il consiglio medico personale.

Ogni situazione è diversa. La scelta dipende da corpo, malattia, cure e preferenze. Segui le indicazioni del tuo medico e del team. Se hai sintomi o dubbi, contattali o rivolgiti al medico di famiglia. In un’emergenza, chiama il numero di emergenza locale.

Il dott. Mahyar Foumani esercita come chirurgo plastico nei Paesi Bassi. Il profilo dell’ospedale Martini riporta il numero professionale olandese BIG 79913128001. Il profilo A Klinieken indica EBOPRAS Fellow e l’appartenenza alla società olandese NVPC.

Questa versione è stata riscritta in italiano a partire dal contenuto originale. Le date e le eventuali revisioni del testo originale non attestano una valutazione medica indipendente della riscrittura italiana.

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