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Lembo del gran dorsale: ricostruzione del seno con tessuto della schiena

15 feb
Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 3 ore fa

Lembo del gran dorsale: tessuto della schiena trasferito al torace.

Il lembo del gran dorsale, o LD, usa muscolo, grasso e talvolta pelle della schiena. Il tessuto passa sotto l’ascella al torace mantenendo i suoi vasi. Spesso serve anche una protesi per il volume. Può essere valutato dopo radioterapia, problemi di una precedente ricostruzione o quando l’addome non è utilizzabile. Qui trovi passaggi, cicatrici e limiti.

L’animazione mostra il trasferimento dalla schiena al torace. La tua operazione può avere passaggi diversi.

In questo articolo

Che cos’è il lembo del gran dorsale?

Il gran dorsale è un muscolo ampio della schiena che aiuta a tirare e ruotare il braccio. Altri muscoli possono compensarne parte della funzione, ma il prelievo può lasciare debolezza, dolore o limiti, soprattutto per attività che lo usano molto.

Si trasferiscono parte o gran parte del muscolo con grasso ed eventuale pelle soprastante. Questo insieme, chiamato lembo, viene portato al torace attraverso un passaggio sotto la pelle dell’ascella e modellato.

I vasi toracodorsali rimangono collegati: per questo si parla di lembo peduncolato. Non servono anastomosi al microscopio come nel DIEP libero. Il collegamento mantenuto rende la circolazione spesso affidabile, senza eliminare i rischi.

Quando può essere considerato?

Tra le situazioni da valutare:

  • Dopo radioterapia, per portare tessuto vascolarizzato nella zona trattata.

  • Dopo problemi di una protesi, per esempio capsula dura, tessuti sottili o una ricostruzione fallita: il lembo può coprire un dispositivo o contribuire a un altro progetto.

  • Se c’è poco tessuto addominale o i vasi dell’addome non sono utilizzabili.

  • Se preferisci valutare tessuto proprio con un intervento più breve di una microchirurgia, ricordando che può servire una protesi.

  • Per una ricostruzione parziale in alcune sedi dopo chirurgia conservativa.

Pregressi interventi alla schiena o all’ascella, danni ai vasi, poco tessuto e uso intenso del muscolo per lavoro o sport possono limitarne l’indicazione. Il chirurgo esamina queste condizioni prima di proporlo.

Con o senza protesi?

La schiena può non avere abbastanza grasso per tutto il volume desiderato. Si possono discutere queste varianti:

LD con protesi

Il lembo offre una copertura vascolarizzata, mentre la protesi aggiunge volume. Può attenuare bordi visibili e pieghe rispetto a una copertura sottile, senza eliminare i rischi del dispositivo. Talvolta si usa prima un espansore. Leggi la guida alla ricostruzione con espansore.

LD esteso senza protesi

Si preleva anche più grasso dalla schiena e dal lato. Può bastare per un seno piccolo o medio in persone selezionate. Il lipofilling può aggiungere volume in seguito, spesso in più sedute.

Mini-LD

Usa una porzione più piccola di muscolo e grasso per alcuni difetti parziali. L’estensione del prelievo è minore, ma rimangono cicatrice e possibili effetti sulla funzione.

I passaggi dell’intervento

Per un seno si descrivono spesso tre-quattro ore in anestesia generale. I passaggi dipendono dalla variante:

  1. Disegno in piedi. Si segnano seno e zona donatrice, cercando quando possibile una posizione della cicatrice coperta dal reggiseno.

  2. Prelievo. Sul fianco o in altra posizione si libera il tessuto conservando i vasi.

  3. Trasferimento. Il lembo passa sotto la pelle dell’ascella al torace, mantenendo il collegamento vascolare.

  4. Modellamento. Si forma il seno e si inserisce eventuale protesi o espansore. Il nervo del muscolo può essere trattato per limitare movimenti involontari del seno.

  5. Chiusura. Si chiudono le due sedi e possono essere lasciati drenaggi.

Esistono varianti senza una porzione di pelle, quando quella del seno basta, e varianti che risparmiano parte del muscolo. “Senza pelle” non significa automaticamente “senza muscolo”: chiedi che cosa verrà effettivamente prelevato.

Cicatrice della schiena e funzione della spalla

Come sarà la cicatrice?

Rimane una linea orizzontale o obliqua sulla schiena, talvolta coperta dal reggiseno o dal costume. La sede dipende dal prelievo e va concordata prima. Può essere inizialmente dura e rossa e attenuarsi in dodici-diciotto mesi. Tensione e sensibilità ridotta possono persistere.

Come cambiano braccio e spalla?

Molte persone recuperano una buona funzione grazie agli altri muscoli e alla riabilitazione. Alcune notano debolezza nel tirare, arrampicarsi o sollevarsi da una sedia. Canottaggio, nuoto, arrampicata, lavoro pesante o uso della carrozzina possono rendere la differenza più importante: parlane prima.

La fisioterapia e i movimenti iniziano secondo il protocollo del centro, spesso nelle prime due-quattro settimane. Aiutano mobilità e forza, ma non garantiscono l’assenza di rigidità o disturbi persistenti.

La ripresa

Il ricovero può essere di uno-tre giorni, con variazioni. I drenaggi restano spesso sette-quattordici giorni. All’inizio sono limitati pesi e movimenti ampi sopra la testa, spesso per tre-quattro settimane. Chiedi un programma specifico.

  • Prime due settimane: riposo alternato a brevi camminate e cura dei drenaggi; gesti leggeri gradualmente.

  • Terza-sesta settimana: riabilitazione e possibile rientro a lavoro sedentario verso quattro-sei settimane.

  • Settima-dodicesima settimana: attività fisica più impegnativa aggiunta progressivamente.

  • Da tre a sei mesi: possibile ripresa sportiva più completa secondo controllo; le cicatrici cambiano per almeno un anno.

LD, DIEP e protesi a confronto

Anatomia, cure precedenti e priorità possono rendere preferibile una possibilità diversa per ogni persona.

LD e DIEP

Il DIEP usa pelle e grasso addominali e collega i vasi al microscopio. Può offrire un seno senza protesi, ma richiede spesso quattro-otto ore e una ripresa maggiore. Il gran dorsale mantiene i vasi e richiede spesso tre-quattro ore, con cicatrice sulla schiena e possibili effetti sulla spalla. Per il volume può servire un impianto.

LD e sola protesi

La sola protesi evita una sede donatrice, ma richiede copertura adeguata e risente della radioterapia. Il LD con protesi aggiunge tessuto vascolarizzato, con maggiore chirurgia e cicatrice donatrice. Può ridurre alcuni problemi di copertura senza eliminare contrattura, infezione o revisioni.

Quali rischi ci sono?

Il collegamento vascolare mantenuto offre vantaggi, ma restano rischi sia al seno sia alla schiena, oltre a quelli generali dell’intervento.

Sieroma della schiena

È una raccolta di liquido nello spazio del prelievo, anche dopo rimozione dei drenaggi. Può dare un gonfiore morbido e richiedere aspirazioni ripetute. Non va considerato sempre innocuo: può infettarsi e deve essere valutato. Suture, drenaggi e talvolta compressione cercano di ridurne il rischio.

Sofferenza del lembo

La perdita completa è poco frequente, ma può soffrire una parte della pelle o del grasso. Possono servire medicazioni o un’altra procedura.

Movimento del seno con il muscolo

Il muscolo trasferito può contrarsi muovendo il braccio e modificare la forma del seno. Il trattamento del nervo può ridurre il problema, senza garanzia. In alcuni casi si discutono correzione chirurgica o tossina botulinica con lo specialista.

Se c’è una protesi

Restano contrattura capsulare, rottura, spostamento e possibili revisioni. Non esiste una sostituzione obbligatoria a dieci-venti anni valida per tutte: i controlli dipendono da modello, sintomi e indicazioni.

Altri problemi

Sanguinamento, infezione, guarigione lenta, spalla rigida, dolore o sensibilità ridotta. Chiama per febbre, rossore o dolore crescente e gonfiore rapido.

Domande frequenti

Che cos’è il lembo LD?

Tessuto della schiena, con muscolo, grasso ed eventuale pelle, trasferito al torace senza staccare i suoi vasi. Spesso si associa a una protesi.

Perché può servire anche una protesi?

Il tessuto della schiena può non bastare per il volume. Il lembo copre il dispositivo e la protesi, talvolta dopo espansore, aggiunge volume. Varianti estese e lipofilling possono evitarla in casi selezionati.

Quanto dura l’operazione?

Spesso tre-quattro ore per un seno. Ricovero e drenaggi variano; come orientamento uno-tre giorni e sette-quattordici giorni rispettivamente, secondo il centro.

Dove resta la cicatrice?

Sulla schiena, orizzontale o obliqua secondo il progetto, e sul seno. Può essere coperta dal reggiseno ma va mostrata nel disegno prima. Si attenua spesso in dodici-diciotto mesi senza sparire.

Perderò forza nel braccio?

È possibile. La differenza può essere lieve o più rilevante per chi usa intensamente il muscolo. La riabilitazione aiuta, ma non garantisce il recupero completo della forza precedente.

Quanto dura la ripresa?

Gesti leggeri verso due settimane, lavoro sedentario spesso a quattro-sei, attività fisica più impegnativa a otto-dodici e sport più completo in tre-sei mesi. Sono intervalli da adattare con il team.

Si può valutare dopo radioterapia?

Sì, perché porta tessuto vascolarizzato. Il chirurgo verifica pelle e vasi e valuta se occorre anche un impianto, con i suoi rischi.

Qual è la differenza dal DIEP?

Il LD viene dalla schiena e resta collegato ai vasi, ma usa muscolo e spesso un impianto. Il DIEP viene dall’addome, conserva il muscolo e richiede microchirurgia; può dare più volume senza impianto.

Domande per il chirurgo

  • Serve una protesi o posso valutare un LD esteso?

  • Dove sarà esattamente la cicatrice?

  • Come gestirete il nervo e il possibile movimento del seno?

  • Come prevenite e trattate il sieroma?

  • Quale effetto prevedete sul mio lavoro, sport o uso delle braccia?

Apri la guida alla scelta per confrontare le possibilità e preparare la visita.

Scritto dal dott. Mahyar Foumani, chirurgo plastico e ricostruttivo con interesse specialistico nella ricostruzione del seno. Basato sul libro «Breast Reconstruction Explained».

Informazioni per capire e preparare la visita

Questo articolo spiega in parole semplici la ricostruzione del seno. Ti aiuta a conoscere le possibilità e a parlarne con il medico per una decisione condivisa. Non sostituisce il consiglio medico personale.

Ogni situazione è diversa. La scelta dipende da corpo, malattia, cure e preferenze. Segui le indicazioni del tuo medico e del team. Se hai sintomi o dubbi, contattali o rivolgiti al medico di famiglia. In un’emergenza, chiama il numero di emergenza locale.

Il dott. Mahyar Foumani esercita come chirurgo plastico nei Paesi Bassi. Il profilo dell’ospedale Martini riporta il numero professionale olandese BIG 79913128001. Il profilo A Klinieken indica EBOPRAS Fellow e l’appartenenza alla società olandese NVPC.

Questa versione è stata riscritta in italiano a partire dal contenuto originale. Le date e le eventuali revisioni del testo originale non attestano una valutazione medica indipendente della riscrittura italiana.

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